Respirare, la cura per l’ansia

Respirare, la cura per l'ansia

Ricordatevi di respirare.

Dopo tutto, è il segreto della vita.

Gregory Maguire

 

Respirare è un atto spontaneo strettamente legato alla vita, respirare è il primo e ultimo atto che l’individuo compie, non c’è vita senza respiro.

La respirazione mette in comunicazione testa e pancia, consapevolezza e inconsapevolezza, la vita psichica e le emozioni, la respirazione accompagna tutti i cambiamenti della nostra vita emotiva: quando siamo spaventati o in ansia tratteniamo il respiro o diventa corto.

Trattenere il respiro è una protezione, uno scudo, una preservazione del se’. Ma quando lo facciamo siamo ancora più indifesi, c’è una stretta relazione tra ossigeno, ansia e eccitazione. Maggiore è l’eccitazione, maggiore è la quantità di ossigeno necessaria per sostenere l’eccitazione, quando non immettiamo nel nostro corpo ossigeno a sufficienza, ci sentiamo ansiosi anziché provare il piacere dell’eccitazione. Respirare profondamente può dissolvere l’ansia e far si che nel corpo esplodano l’eccitazione e il piacere.

La respirazione è un aspetto importante nella consapevolezza del corpo Una buona respirazione ci connette al nostro corpo e ci fa percepire potere e controllo, ci radica al pavimento, struttura il ground

Eppure la maggior parte degli adulti respira male, nessuno riesce a fare un respiro completo, pieno, il respiro è quasi sempre bloccato, trattenuto, mozzato, eppure quando nasciamo respiriamo perfettamente. Da bambini sappiamo contattare appieno le esperienze e le esperienze sono sostenute dal respiro, da quell’ inspirare che ci permette di prendere dal mondo esterno, di assimilare, crescere e nutrirci con fiducia, a quell’espirare, lo svuotarci, il lasciare andare, il distaccarci, buttare via ciò che non ci serve. Ma è proprio nell’infanzia che questa esperienze vitale si blocca. Per proteggerci iniziamo da un lato a contrarre il ventre per difenderci dall’ angoscia profonda, come quando inconsciamente lo facciamo, quando si sta per ricevere un cazzotto nello stomaco. Dall’altro le spalle si bloccano in fase di espirazione (complesso di inferiorità, bisogno di dipendenza e protezione); in fase di inspirazione (petto in fuori. fase di attacco). Il corpo incarna il processo bloccato, nella postura e nell’atteggiamento che abbiamo nei confronti delle esperienze della vita

Molte patologie si basano su una scorretta ossigenazione al cervello e del sangue, ansia, panico, problemi gastro-intestinali, colite, depressione, mal di testa cronici, problemi sessuali, del sistema immunitario e della pelle.

Secondo il padre della Gestalt Fritz Perls, l’ansia è prodotta dall’eccitazione non sostenuta di un giusto apporto di ossigeno che si manifesta nel conflitto tra bisogno di respirare e autocontrollo inibitorio dei movimenti respiratori, che viene anche definita “fame d’ossigeno”. Egli propone di alleviare lo stato d’ansia agendo sul sistema respiratorio:“dobbiamo soltanto astenerci dalla sovra-compensazione, dal prendere un sospiro profondo” (…) nello stato di eccitazione, o di ansia, il metabolismo dell’ossigeno aumenta, perciò l’aria residua (il resto non esalato) contiene più CO2  del normale. Si deve eliminare questa aria cattiva prima che l’aria fresca possa fare sufficiente contatto con gli alveoli polmonari. Un aumento dell’inalazione è pertanto inutile. La conclusione è evidente: esalate dapprima quanto più completamente possibile. La successiva inalazione avverrà senza sforzo”.

E’ sullo stesso principio di interconnessione mente-corpo che si basa il Training Autogeno. E’ per questo che in psicoterapia i due approcci si possono a mio parere utilizzare in maniera complementare.

 

 

 

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